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La Rete Museale - Parco Nazionale
dei Monti Sibillini
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La Castellina
E il museo civico diocesano e conserva opere di
epoca compresa tra il XIII e il XVIII secolo, arredi sacri
e una mostra documentaria circa il ricchissimo patrimonio
ecclesiastico del comune. Ledificio in sé
merita una visita in quanto ex residenza dei governatori
apostolici prima e |
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sede della prefettura della montagna
poi. Possente lo stile archittettonico, su disegno del
vignola (sec.XVI).
Museo della civiltà contadina,
presso il palazzo dei Cavalieri di Malta.
Conserva interessanti utensili propri del lavoro agro-silvo-
pastorale del luogo, con particolari riferimenti alla
produzione della lenticchia.
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Museo dei manoscritti leopardiani, presso
la chiesa di SantAgostino
La raccolta di manoscritti conservati nel Museo, acquisita
nel 1869 dal sindaco della cittadina Gaola Antinori, comprende
gli Idilli dell L'Infinito, de La Sera del giorno
festivo, de La Ricordanza o Alla Luna, de Il Sogno, de
Lo Spavento |
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notturno , de La Vita Solitaria; cinque
sonetti,; l'Epistola al conte Carlo Pepoli; la prefazione
alla seconda edizione del Commento alle rime del Petrarca
e quattordici lettere indirizzate agli editori Stella
di Milano tra il 1825 e il 1831. Tutti questi componimenti
sono di valore elevatissimo poiché, tra le opere
leopardiane, sono nel novero di quelle che meglio rappresentano
lo spirito ed il sentire del grande poeta marchigiano.
Museo-pinacoteca
Presenta uninteressante panoramica dellarte
e della cultura dellAlto Nera tra il XII ed il
XVIII secolo. Numerose sono le opere dei petraioli ed
intagliatori vissani tra le quali emerge il capolavoro
di scultura lignea policroma della Madonna di Macereto
con bambino(sec.XV); iteressanti, per quanto attiene
la pittura, la Madonna del voto di Paolo da Visso e
le opere dei fratelli Angeliucci da Mevale.
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Museo della nostra terra , presso il
quattrocentesco convento di SantAgostino.
Eun museo, strutturato in 14 sezioni più
una sede staccata presso il mulino di Fiume, di carattere
etnografico dedicato prevalentemente alle attività
rurali. La visita è infatti impostata come un itinerario
attraverso gli ambienti tipici |
| della casa colonica (granaio, cantina, cucina,
ecc.), quelli delle attività artigianali (le botteghe
del carraio, del ferraio, del calzolaio
), quelli
inerenti la pastorizia, la caccia, lattività
dei carbonai. Il percorso è, altresì, sempre
corredato da immagini ed accompagnato, grazie alla filodiffusione,
da suoni re canti tipici di contadini e pastori. Litinerario
si conclude con la visita al mulino di Fiume, struttura
medioevale che conserva tutti gli elementi originari propri
del mulino: l'opificio, una prima cascata d'immissione
del torrente e il laghetto, il muro-diga, i retrecini
(eliche di legno formate da fusello e pale incassate).
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Ecomuseo del cervo
Strutturato in sezioni che descrivono, attraverso pannelli
didattici e gallerie fotografiche, i diversi ecosistemi
del parco, questo museo rappresenta unutile chiave
daccesso alle caratteristiche ambientali di questo
territorio. Interessante anche la postazione multimediale
che consente di avvicinarsi |
| alle tradizioni ed al passato delle genti
del parco attraverso la viva voce dei suoi abitanti. Fa
parte dellecomuseo, naturalmente, anche il centro
faunistico, allinterno del quale,grazie a speciali
postazioni di vedetta, è possibile osservare il
cervo e conoscerne da vicino lo stile di vita di questo
grosso ungulato di recente reintrodotto nel territorio
del parco. |
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Museo R. Campelli
Il museo raccoglie numerosi reperti archeologici rinvenuti
in zona ed interessanti testimonianze dellarte locale |
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Pinacoteca civica Fortunato Duranti,
presso palazzo Leopardi.
Questa sorprendente Pinacoteca ospita, allinterno
delle sue belle stanze affrescate, 150 opere donate ai
suoi concittadini da Fortunato Duranti (Montefortino 1787-1863),
artista geniale e stravagante collezionista d'arte. |
| Il patrimonio del museo si compone di opere
pittoriche, disegni, sculture, e oggetti di arti applicate,
che coprono un vasto arco temporale che va dal gotico
al neoclassico. Si ricordano, tra le altre, per linestimabile
valore,: una croce risalente alla fine del '300 di Jacobello
Di Bonomo, le Tavole di Pietro Grill detto l'Alemanno,
artista austriaco attivo nelle Marche dal 1475, una lunetta
di Nicola di Maestro Antonio (attivo dal 1472), una deliziosa
tavola di Pier Francesco Fiorentino del 1497, alcune opere
di Pietro Vannucci detto il Perugino (1448-1523) e, naturalmente,
quadri e disegni di Fortunato Duranti. |
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Museo della grotta della Sibilla, presso
villa Curi
Il museo si presenta suddiviso in sezioni distinte, che
raccolgono testimonianze culturali, storiche, antropologiche
ed artistiche inerenti il mito ed il culto della Sibilla,
sacerdotessa e maga che, secondo la leggenda, abitava
una grotta posta in cima alla montagna omonima. |
| Dal momento che, a seguito dei maldestri
tentativi di perlustrare la grotta condotti negli anni
60, laccesso allantro è ormai
impraticabile, il patrimonio di pergamene ed antichi libri
conservato nel museo rappresenta una irripetibile possibilità
di avvicinarsi alla conoscenza di questa interessante
realtà culturale. Il museo offre anche notevoli
testimonianze circa i riti magici e satanici che si svolsero
per secoli, durante il medioevo, lungo le sponde del lago
di Pilato, come attesta la presenza della gran pietra,
su cui sono incisi misteriosi segni esoterici |
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Museo delle carbonaie, presso palazzo
Simonelli
Il museo, che raccoglie tutti gli strumenti
utilizzati nella lavorazione del carbone naturale, è
articolato in cinque sale espositive dove si ha la possibilità
di osservare utensili tradizionali come lu tritatu',
( tronchetto di legno utilizzato per migliorare la lunghezza
dei tondelli di legno),
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| la sforetta, (asse di legno utilizzata
per aprire i buchi che regolavano l'accesso di aria all'interno
della carbonaia durante la cottura del carbone), lu cavallu,
(il bastone a forma di Y che si usava per trasportare
pezzi di legno) e di comprenderne il funzionamento, anche
attraverso un percorso esterno lungo il quale sono state
ricostruite fedelmente tutte le tappe della lavorazione
del carbone. All'interno del museo è possibile
acquistare il carbone originale del Parco Nazionale dei
Monti Sibillini, prodotto con l'antico sistema tradizionale.
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